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Itinerari archeologici
sabini
Area archeologica Velina (da Reate a Torrita di Amatrice)
La Salaria antica usciva da Rieti per la porta orientale, attuale
Porta dArci, per inoltrarsi nella valle del Velino.
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Litinerario in dettaglio
- A nove miglia da Rieti si trovava il vicus aquae Cutiliae*
di cui si possono visitare alcune strutture, pertinenti ad un
tempio probabilmente dedicato a Vacuna, deviando a sinistra appena
percorsa la variante di Cittaducale. Seguire segnaletica. Tempo
di visita unora.
- Continuando sulla Salaria, nel mezzo dellabitato di Vasche,
si può girare a sinistra per visitare il laghetto di Paterno,
su cui un tempo galleggiava unisoletta che loracolo
di Dodona aveva indicato ai Pelasgi come la meta finale del loro
viaggio. In alto sono visibili grandiose strutture in opera mista
dette Terme di Tito*.
- Allinterno dellabitato di Borgo Velino sono visibili
le strutture pertinenti ad un Ninfeo monumentale*.
- Da Borgo Velino, senza che ci sia soluzione di continuità
del tessuto abitativo, si perviene ad Antrodoco*, importante snodo
viario dellantichità. Alcune epigrafi antiche si
trovano nella bellissima chiesa di S. Maria extra Moenia e una
lapide, che fa riferimento ad opere di sostruzione per bloccare
movimenti franosi della via Salaria, realizzate al tempo dellimperatore
Traiano nel 111 d.C., è collocata a mezza altezza di un
braccio dellarco che forma la Porta di Ponte.
Per visitare i siti elencati cè bisogno di due ore.
- Dopo Antrodoco la Salaria si inoltrava nelle aspre gole del
Velino, con varchi aperti dalle famose tagliate della roccia,
la più impressionante delle quali è quella del Masso
dellOrso,* visibile, poco prima di Sigillo di Posta, dopo
essere entrati, prima di una galleria, in una strada sterrata
gestita dallENEL.
La visita non è agevole perché bisogna salire per
una scarpata, non molto lunga, ma fitta di vegetazione.
- Più avanti altre tagliate (Strambo del Palatino e Vene
Rosse) ed altre opere di sostruzione restano a testimonianza delle
difficoltà naturali che la Via Salaria dovette superare
per giungere allAdriatico e del mirabile lavoro compiuto
da tecnici e scalpellini.
- Continuando per la Salaria si raggiunge Posta dove è
collocata unimportante iscrizione dedicata alla dea Vacuna,
mentre nella vicina frazioncina di Laculo è inglobata,
nello stipite di una porta, unaltra dedica alla stessa dea,
il cui culto, come ben si vede, doveva essere molto sentito, se
lo stesso toponimo Bacugno, che è a un dipresso, si richiama
espressamente a questa divinità.
- Nella stessa vallata, all80° miglio da Roma, vi fu
un tempo la mansio di Phalacrinae dove nacque limperatore
Vespasiano, nellanno 9 d.C. Un portico a colonne, ivi rinvenuto,
fa pensare ad una villa imperiale, sulla cui attribuzione, però,
non vi sono certezze.
- A qualche chilometro di distanza, sempre sulla Salaria, cè
labitato di Torrita, a m.1018 s.l.m., dove nel 1956 vene
riportata alla luce una struttura, visitabile, composta di ambienti
che fanno pensare ad una villa rustica romana. Per visitare da
Antrodoco in poi le emergenze accennate occorrono ca. tre ore.
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Escursioni:
- sulla Via Salaria, a 10 km. ca. da Rieti, sorge su un pianoro
Cittaducale*, per numero di abitanti la seconda cittadina della
Provincia di Rieti dopo Fara Sabina. Mirabile la Torre Angioina
o Cassero di S. Magno, ben elevata dal suolo per consentire il
controllo minuzioso del territorio circostante. Sulla piazza del
Popolo la Chiesa di s. Maria e il Palazzo Vescovile. Il Palazzo
Ducale con torre civica è nel quartiere di s. Croce. Castel
s. Angelo, comune contiguo, è notevole per la cinta muraria
medievale, pressoché integra, scandita da torri su cui
domina il Maschio.
- In basso labitato di Canetra, amena per un laghetto su
cui sguazzano anatre e cigni. Tutta la zona è ricchissima
di acque, tanto che nellattuale Cotilia è attivo
un centro terapeutico termale che sfrutta proprio le acque solforose
dellarea, benefiche al punto che limperatore Vespasiano
e i due figli, Tito e Domiziano, venivano qui, di anno in anno,
a passarvi le acque.
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