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Itinerari archeologici sabini
Area della Sabina tiberina e "oraziana"

E’ un itinerario “vivo” poiché la ricchissima memoria archeologica di Cretone*, Tivoli*, Bagni di Tivoli*, Ciciliano*, Vicovaro*, Licenza* è tra le più eloquenti, consentendo, al visitatore, una piena connessione ideale con la civiltà romana quale si espresse in terra sabina.


L’itinerario in dettaglio

  • Partendo da Roma e percorrendo la Via Salaria, dopo Monterotondo Scalo e prima di Passo Corese, girando a sinistra si sale a Cretone*, frazione di Palombara Sabina* sito in cui è possibile, attraverso materiali di VI/IV a.C., ricostruire una facies sabina in cui sono ravvisabili “influssi etruschi e falisco-capenati”.
    Durata della visita due ore. I materiali rinvenuti nella vicina necropoli di Colle del Forno (Montelibretti) hanno avuto collocazione presso il museo civico di Fara Sabina*.
    Da Cretone* si raggiunge Bagni di Tivoli*, dove, ad un chilometro e mezzo dalla via Tiburtina, si possono visitare, con permesso rilasciato dallo stabilimento, le Acque Albule, due laghetti, Colonnelle e Regina, di acque solforose fredde che “venivano bevute o usate per bagni”.
  • Ad Ovest del lago della Regina, sono da visitare i Bagni di M. Agrippa, altrimenti detti Bagni della Regina Zenobia, perché vi avrebbe trascorso in prigionia gli ultimi anni della sua vita la sfortunata regina della città di Palmira, fatta prigioniera dall’imperatore Aureliano dopo che lo stesso nel 272 d.C. aveva posto fine all’impero palmirese. Tempo di visita due ore.
  • Da Bagni di Tivoli a Tivoli* dove si possono visitare numerosi ed importanti resti di età romana, come il Tempio della Tosse, il Tempio di Vesta, il Tempio probabilmente dedicato a Tiburnus, mitico fondatore di Tivoli, l’Anfiteatro, la Villa di Q. Varo e la superba Villa Adriana a ca. sei chilometri da Tivoli*. Tutta l’area tiburtina era, in età romana, talmente piena di ville che il poeta Orazio ebbe a dire che” sul suolo tiburtino ormai non resta più terreno da arare”.
    Durata della visita intera giornata.
  • Da Tivoli, tramite la via Empolitana, che in antichità collegava Tivoli all'oppidum di Empulum, e che è ricchissima di ville d'età romana e di varie altre monumentalità, si perviene a quello che era un importante snodo stradale, il Passo della Fortuna, da cui si sale ai 619 m. di Ciciliano, l'antica Trebula Suffenas che costituiva il limite Est della Sabina, come ricorda Plinio il Vecchio che la poneva “in Sabinis”. L'oppidum, la città fortificata, era probabilmente in alto mentre in prossimità del Passo della Fortuna era il pagus da cui è derivato il toponimo.
    La visita può essere effettuata in due ore.
  • Da Ciciliano si può procedere in direzione A 24 per raggiungere dopo pochissimi chilometri Vicovaro* città in cui sono visibili frustuli di mura megalitiche dell’ antico vicus romano, su cui poggiano abitazioni moderne. Durata della visita un’ora. Da Vicovaro si raggiunge in breve la bellissima Villa di Orazio*, in comune di Licenza.
    Durata della visita due ore.
    L’itinerario può essere naturalmente sviluppato in altro modo, partendo sempre da Roma ma imboccando la Tiburtina che conduce direttamente a Tivoli.
Escursioni:
  • anche la zona a Nord della Tiburtina, tra Tivoli e Mandela è particolarmente doviziosa di ville romane, soprattutto di II sec. a.C. Se ne trovano a Colle Nocelle, Vitriano, s. Antonio, Tesoro.
  • A Colle Turrita i resti di mura di cinta, in opera poligonale, fanno pensare ad un oppidum romano. Nelle vicinanze, nell’area sommitale di due colline dei Cornicolani, si trovano Montecelio* e s. Angelo Romano*, vici dell’antichità romana; e probabilmente a Montecelio è da collocare l’antica Corniculum conquistata da Tarquinio Prisco.
  • Sulla Tiburtina, in una diramazione al km. 24, sono visibili ancora oggi le cave di travertino, peculiarità litica della zona e primario elemento compositivo di tanti monumenti antichi.
  • Ancora oltre, la via Tiburtina antica traversava l’Aniene con il Ponte Lucano, alla fine del quale, si trova la Tomba dei Plautii, sepolcro cilindrico, rivestito di blocchi di travertino, parzialmente trasformato nel ‘400 con lavori che lo resero atto al controllo del ponte.
  • A circa mezzo chilometro dal ponte si trovano due tombe a dado appartenute verosimilmente a personaggi rilevanti del mondo politico romano. L’escursione può aver luogo nel tempo medio di due ore. A ca. quattro chilometri Villa Adriana.
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