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Itinerari
Le grandi vie dell’extravergine dop, l’oro verde della Sabina

Gli itinerari enogastronomici partono, e non poteva essere altrimenti, da una delle risorse storiche più cospicue della Sabina, l’olio extravergine d’oliva, l’unico in Italia ad aver conseguito i marchi DOC e DOP, che ne sottolineano il “sangue nobile” e il diritto ad uno scranno regale nell’ ideale “assise” dei grandi olii alimentari, italiani e mondiali. L’area più rinomata dell’extravergine sabino è stata divisa in quattro piacevoli itinerari, ideati per aprire al turismo e allo shopping, spazi di millenaria cultura gastronomica e culinaria.



1° Itinerario dell’extravergine

  • Roma - Passo Corese – Coltodino – Canneto – Fara Sabina – Bivio di Granica – Castelnuovo di Farfa – Poggio Nativo
  • Uscita a Fiano Romano-Roma Nord dell’Autosole A 1; dopo 5 km. ca. si raggiunge Passo Corese.
    Trecento metri dopo il semaforo posto sulla Via Salaria, a destra, un diverticolo porta all'Oleificio Biologico D’Attilio Pietro, con possibilità di visita dei prodotti oleari e degustazione della bruschetta.
  • Da Passo Corese si segue la segnaletica per Fara, ma non s’imbocca la Farense perché è bene svoltare a destra per prendere la strada che porta in località ARCI, dove c’è il frantoio dell’Azienda Agricola Arci con annesso Agriturismo “La Raja”.
  • Si torna indietro e si prende per Fara Sabina. A Coltodino bisogna sostare per visitare lo stabilimento della Soc. Cooperativa a r.l. Produttori Agricoli Farensi, dove, nella sala degustazione, potrete assaporare dell’ottima bruschetta condita con l’extravergine.
  • Proseguendo sulla Farense, a pochi chilometri da Coltodino, svoltando a destra potete raggiungere Canneto Sabino, dove vive, da ca. 2.000 anni, l’”ulivone”, l’ulivo più grande d’Europa e forse del mondo.
    Qui si trova un frantoio storico, quello ora appartenente ai f.lli Ceccarelli.
  • Tornando indietro si perviene, con la strada in ascesa costante e un panorama mozzafiato, al bivio per Fara, da cui si scende fino al bivio per Poggio Mirteto, si oltrepassa Farfa e l’Abbazia (se non la si è ancora visitata bisogna assolutamente sostare per la visita) si raggiunge Granica, si gira a destra in direzione Rieti per raggiungere a pochi km. Castelnuovo di Farfa dove c’è da visitare il Museo dell’Olio d’Oliva, recentemente inaugurato presso Palazzo Perelli, dove ha sede anche il Comune.
  • Da Castelnuovo di Farfa si raggiunge in breve il territorio del Comune di Poggio Nativo, in cui operano importanti olivicoltori riuniti nella Cooperativa Agricola Poggio Nativo con sede sulla via Mirtense.

Con questo itinerario si può riempire una giornata, in pieno contatto con una natura extravergine, proprio come l’olio.testo

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