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(PALOMBARA SABINA)
Lorditura ellissoidale e a ripiani paralleli e concentrici,
digradanti a valle con volute sempre più ampie, caratterizza
pittorescamente la Palombara storica, che incappuccia, con il tessuto
abitativo, una dolce collina.
Sulla parte apicale della stessa, ben visibile anche da lungi, si
staglia la Torre, un maschio quadrato di 50 m. di altezza, di Castello
Savelli, possente struttura di XI secolo, che la cinge dintorno.
Il maniero ha una sua storia, legata indissolubilmente alle potenti
casate baronali romane, che dettero vita alle segmentazioni costruttive
che segnano diacronicamente ampliamenti e rifacimenti.
Il primo nucleo fu eretto dagli Ottaviani, ma furono i Savelli nei
secoli successivi a dargli lattuale configurazione e a sistemare
gli interni, facendo decorare le pareti con affreschi di alta scuola
raffaelliana e dotando camere e saloni di suppellettili di gran
pregio.
Il recente restauro ha consentito di riportare alla luce gli affreschi
e le originali trabeazioni e soffittature. Dalla Rocca, la cittadella
fortificata del castello, si sviluppa Il Soccorso, una
galleria lunga 83 m. con 37 feritoie, (percorribile anche allesterno
per il tramite di un camminamento), che consentiva ai balestrieri
di raggiungere la torre dalla rocca e viceversa, senza essere avvistati.
La denominazione spiega bene la funzione ausiliatrice del condotto.
Il castello, venduto dai Savelli ai Borghese, fu da questultimi
ceduto ai Torlonia, nel 1637, per contratto. Da costoro ai Cesarini-Sforza
e poi al Comune attuale proprietario della struttura.
Eventi ben degni di nota ne cadenzano la storia. Nel 1111 il conte
Ottaviani restituì allabate, S. Giovanni in Argentella;
nel 1180 vi venne arrestato lantipapa Innocenzo; Giacomo Savelli,
divenuto papa con il nome di Onorio IV, vi confermò il proprio
testamento nel 1285; nel 1300, sotto il papato di Bonifacio VIII,
il Tribunale Ecclesiastico vi svolse il processo contro i Templari;
ma qui trovò anche rifugio il genio irrequieto di Benvenuto
Cellini, nel 1532; e qui ebbe i natali (1602) la Venerabile Virginia
Savelli Farnese, fondatrice dellordine delle Oblate Agostiniane
di S. Maria dei sette dolori.
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