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(MONTE S. GIOVANNI IN SABINA)
LA GROTTA DI S. MICHELE è situata non molto distante dai
resti della rocca di Tancia. Percorrendo un sentiero si arriva alla
grotta che è preceduta da una scalinata.
Fino ad un ventennio fa, si trovava nella grotta una figura femminile,
probabilmente da collegare ad un culto pagano, scolpita in una stalattite.
Ma la grotta divenne un celebre santuario per una leggenda che racconta
come papa Silvestro, rifugiato sul monte Soratte, assistesse nel
IV secolo d.C. ad un prodigio grandioso.
Vide nel bagliore di lampi e fulmini che illuminavano il Tancia,
due angeli che scesero velocissimi fin sulla grotta dove si era
stabilito un serpente pestifero che atterriva gli abitanti e lo
cacciarono dal suo rifugio.
Il papa decise allora di dedicare la grotta a S. Michele e vi si
recò accompagnato da folto stuolo di fedeli.
Il santuario e il monastero che successivamente gli sorse intorno,
furono meta di visitatori per parecchi secoli anche per un altro
miracolo, successo al vescovo Giovanni I°.
La visita alla grotta parte dalla scalinata alla base della quale
si trovano le strutture del monastero; entrando si accede allaltare
sovrastato dal ciborio da cui si elevano due colonne, con rispettivi
capitelli che sostengono il timpano.
La parte alta del ciborio è affrescata con due strati sovrapposti,
il primo dellXI secolo, il secondo probabilmente del XIV.
Sulla fronte del ciborio un Agnus Dei con ai lati immagini di profeti,
sul suo archivolto il busto del Cristo fra gli Evangelisti: a sinistra
il leone e langelo, a destra il toro e laquila.
Verso la finestra ancora un affresco della Vergine Maria e un altro
dellArcangelo.
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