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(TORRI IN SABINA)
Il santuario è posto in mezzo ad una campagna ricca di ruderi
romani che richiamano lantico municipio di FORUM NOVUM costruito
su di un terrazzo alluvionale alla confluenza di due corsi dacqua
a regime torrentizio.
S. Maria in Vescovio fu la cattedrale della Sabina fino al XV secolo.
Nel IX secolo fu devastata dai Saraceni e successivamente ricostruita.
La visita può iniziare dal Portale fregiato delliscrizione
Ecclesia Cathedralis Sabinorum che immette in un cortiletto che
presenta un bel sarcofago e su cui si affaccia la nuda facciata
della chiesa fiancheggiata dalla Torre Campanaria a quattro piani
con coppie di monofore e trifore.
Linterno è a croce latina, a navata unica e monoabsidato.
La parte più interessante ed antica, insieme al transetto
e allabside, è la Cripta del secolo IX, a pianta semianulare,
nella quale come nellaltare maggiore sotto il presbiterio,
vi sono affreschi come I Profeti e Madonna col Bambino tra Angeli
e Santi.
Nel corso dellultimo decennio del secolo XIII la fioritura
artistica della cattedrale conobbe il suo momento più fulgido
offrendo un ciclo di affreschi composto da trentadue scene che sono
tra le espressioni più significative della pittura del centro
Italia tardoduecentesca.
Le pareti dellaula e la controfacciata sono ornate da temi
riguardanti Storie dellAntico e Nuovo Testamento e Il Giudizio
Universale disposte su due registri e che iniziano dallincrocio
con il transetto. Sulla parete destra, nel registro superiore La
Creazione dellUniverso, La Creazione dAdamo, La creazione
di Eva, Il peccato originale, Il rimprovero ai progenitori, Lofferta
di Caino ed Abele.
Nel registro inferiore Luccisione di Abele, Il sacrificio
di Abramo, Isacco ordina ad Esaù di recarsi a caccia, Linganno
di Giacobbe, La caccia di Esaù, Esaù con Isacco.
Sulla parete sinistra, nel registro superiore Annunciazione, Visitazione,
Natività, Adorazione dei Magi, Presentazione al tempio; nel
registro inferiore La trasfigurazione, Lultima cena, La cattura
di Cristo, La crocifissione, La resurrezione, Le pie donne al sepolcro.
Sulla controfacciata il grande affresco raffigurante Il giudizio
finale realizzato da maestri cavalliniani nei primissimi anni del
300.
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